L’art. 87 commi 1° e 2° del DLgs 117/2017   (che entrerà in vigore a partire dall’anno di imposta 2020 e che disciplina il regime contabile per gli enti del terzo settore – ETS in generale) stabilisce che, oltre all’obbligo di redazione del bilancio civilistico e del bilancio sociale previsti dagli artt. 13 e 14 dello stesso decreto gli enti del terzo settore non commerciali (fra cui le organizzazioni di volontariato e le associazioni di promozione sociale) di cui al comma 5° dell’art. 79 dello stesso decreto, che non applicano il regime forfettario per le attività commerciali svolte dalle OdV e dalle APS dall’art. 86 sempre del Codice del terzo settore (per il quale è previsto un regime contabile semplificato trattato nel paragrafo precedente), a pena di decadenza dai benefici fiscali per essi previsti, devono:

  • in relazione all’attività complessivamente svolta (che può essere composta di attività non commerciali e commerciali entrambe di tipi diversi e senza fare distinzione fra le operazioni che rientrano in uno o nell’altro tipo di attività)
    • redigere scritture contabili cronologiche e sistematiche adatte ad esprimere con compiutezza ed analiticità le operazioni poste in essere in ogni periodo di gestione (esercizio). Oltre a ciò tali enti devono rappresentare adeguatamente in un apposito documento, da redigere entro sei mesi dalla chiusura dell’esercizio annuale, la situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’ente, distinguendo le attività di cui all’art. 5 (le attività di interesse generale senza scopo di lucro econ finalità solidaristiche e di utilità sociale) da quelle dell’art. 6 (le attività diverse, previste dallo statuto dell’ente, secondarie e strumentali alle prime) del Dlgs 117/2017, con l’ obbligo di conservare le stesse scritture e la relativa documentazione per un periodo non inferiore a dieci anni dall’ultima registrazione e, comunque, fino a quando non siano definiti gli eventuali accertamenti relativi al corrispondente periodo d’imposta. Questi obblighi si considerano assolti anche qualora la contabilità consti del libro giornale e del libro degli inventari (che si chiude con il bilancio ed il conto dei profitti e delle perdite) tenuti in conformità degli artt. 2216 e 2217 del Codice Civile;
  • in relazione alle sole attività svolte con modalità commerciali (e, pertanto, soggette all’IVA) , di cui agli artt. 5 e 6 citati
    • tenere le scritture contabili previste dall’art. 18 del DPR n° 600 del 1973, anche se l’ente supera i limiti quantitativi previsti dal comma 1° di questo articolo per la tenuta della contabilità semplificata per le imprese minori, che, in tal modo, è sempre possibile per gli ETS non commerciali.