L’Amministrazione finanziaria può utilizzare a carico dell’impresa le risultanze delle indagini bancarie su conti correnti bancari intestati a soggetti terzi dall’imprenditore, anche se legati da vincoli familiari o d’affari, solo se prova adeguatamente che l’intestazione a terzi è fittizia o comunque che i movimenti risultanti su tali conti sono sostanzialmente imputabili ad attività non dichiarate del contribuente.

Sono queste le precisazioni contenute nella Sentenza della Corte di Cassazione n. 2386\2019.

ordinanza_corte_di_cassazione_2386_-_29_gennaio_2019