La Legge di Bilancio per il 2019 ha introdotto, anche per gli enti non commerciali, la c.d. “mini – IRES”, vale a dire la riduzione dell’aliquota IRES dal 24% al 15% per la parte del reddito complessivo netto, cioè del reddito imponibile IRES, corrispondente agli utili del periodo di imposta precedente conseguiti nell’esercizio di attività commerciali, accantonati a riserve disponibilinei limiti dell’importo corrispondente alla somma tra:

  • gli investimenti in beni strumentali materiali nuovi di cui all’art. 102 del TUIR, vale a dire in beni strumentali destinati all’esercizio della o delle attività commerciali svolte dall’ente, soggetti ad ammortamento, diversi da quelli immateriali e da quelli usati ed
  • il costo del personale dipendente assunto con contratto di lavoro a tempo determinato o indeterminato.

Dal momento che la “mini-IRES” si applica alla quota del reddito imponibile dell’ente non commerciale rappresentata dagli utili dell’attività commerciale non prevalente da esso eventualmente svolta, sono esclusi gli avanzi di gestione generati dalle attività istituzionali senza scopo di lucro esercitate da tali enti.

Inoltre, se l’ente svolge attività commerciale deve tenere una contabilità separata che registra le operazioni contabili previste come obbligatorie dalla legge per poter usufruire dell’agevolazione. Ai fini della “mini-IRES” si considerano “riserve di utili disponibili” quelle formate con utili realmente conseguiti e risultanti dal bilancio regolarmente approvato a partire dall’esercizio 2018.

(Commi da 28 a 34 dell’art. 1° della Legge n° 145 del 2018  – Legge di bilancio per il 2019)